Prepara il banner per il sito della struttura e verifica quali risorse vengono caricate. Esamina i dati trasmessi insieme al referente privacy; per il self-hosted, concorda un progetto di installazione dedicato.
Prepara un inventario di script, iframe e fornitori. Verifica le richieste e i dati trasmessi dal browser sulle diverse pagine, prima e dopo le scelte di consenso. Condividi i risultati e gli eventuali limiti della scansione con il referente privacy.
Controlla l’ordine di esecuzione dei tag e le richieste realmente emesse dal browser. La presenza di un banner o di un attributo sullo script non basta per valutare l’intera configurazione.
Conserva lo storico e verifica quali informazioni contiene l’esportazione. Le prove includono snapshot versionati e controlli di integrità SHA-256; non sono una firma digitale né una garanzia di valore giudiziario.
Costruiti sopra il GDPR art. 9 e i provvedimenti specifici del Garante.
Il blocco preventivo dipende dalle risorse configurate e dall’ordine di installazione. Verifica richieste e storage prima della scelta, dopo rifiuto, accettazione e revoca.
Ogni consenso entra in una catena SHA-256 (previousChecksum). HMAC sull'IP. Export dal pannello, non in PDF. Conservazione configurabile. Ex art. 5(2) e 7(1) GDPR.
Installazione su infrastruttura concordata nel programma di partnership. Responsabilità, fornitori, accessi e livelli di servizio vanno definiti nel contratto.
Il banner supporta italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo. Il supporto linguistico non equivale a una copertura normativa completa per ogni Paese.
Elenca script, iframe, moduli e fornitori. Distingui il sito pubblico dalle aree riservate e dai sistemi clinici: una scansione del sito non verifica automaticamente tutti questi ambienti.
Controlla richieste e storage prima della scelta, dopo rifiuto, accettazione e revoca. Annota le pagine esaminate, i dati trasmessi e gli esiti inconcludenti.
Condividi l’inventario con il referente privacy e chi gestisce il sito. Definite quali risorse mantenere, come configurarle e quali verifiche ripetere dopo ogni modifica.
La fattibilità richiede una verifica tecnica con chi gestisce l’infrastruttura: hosting, database, aggiornamenti, backup e accessi. Definisci con il partner e il referente privacy responsabilità, fornitori e flussi di dati prima dell’attivazione.
Confronta il servizio Cloud e il progetto self-hosted sulle esigenze effettive della struttura. La dimensione dell’organizzazione non determina da sola la scelta.
| Profilo | Soluzioni da valutare | Elementi da verificare |
|---|---|---|
| Ospedale, ASL, gruppo sanitario | Cloud o partnership self-hosted | Infrastruttura, fornitori e accessi |
| Piattaforma telemedicina / app medica | Cloud o partnership self-hosted | Flussi di dati e separazione tra ambienti |
| Clinica privata media (sito + portale) | Self-hosted o Cloud | Dipende da architettura IT esistente |
| Ambulatorio, studio medico singolo | Cloud o partnership self-hosted | Risorse del sito e presenza di aree riservate |
Cloud e self-hosted richiedono entrambi una verifica della configurazione. Il registro e i controlli di blocco supportano il lavoro del titolare senza sostituirne la valutazione.
Per ospedali, ASL, gruppi sanitari e piattaforme di telemedicina il programma di partnership self-hosted è la strada più sicura. Scrivici due righe sulla tua infrastruttura: ti rispondiamo entro un giorno lavorativo con tempi, costi e una chiamata tecnica.